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Tamigi

Ritrovato il Tamigi, sfidò l’inverno siberiano

Affondato nel 1878, è stato la nave di Joseph Wiggins

di Francesca Artuad 9 agosto 2016

L’hanno trovato lungo l’autostrada che dalla Mongolia attraversa tutta la Siberia per poi sfociare nell’Artico. Nel cuore dello Yenisei, uno dei fiumi più imponenti del mondo.
Era quasi a pelo d’acqua. Vicino ad un villaggio di pescatori, vicino a Goroshikha, a sud del Circolo Polare Artico.
Eccoli lì, il Tamigi. Il vascello a vapore che si ‘perse’ in un inverno del 1878. Rincorrendo un sogno folle. Risalire lo Yenisei per cercare una porta che avrebbe finalmente assicurato uno scambio commerciale con la Siberia. Una rotta marittima che sembrava un’utopia. Inghilterra – Asia settentrionale. Risalendo un fiume.

Quando Putin ha saputo, ha sorriso e ha detto “E’ la scoperta dell’anno”.
Già. E’ la vittoria della Società Geografica Russa, che da un po’ di tempo è a caccia di clamore e storie. Storie di mare, si intende. Storie di grandi avventure e di ‘condottieri’ coraggiosi.

Il Tamigi era guidato da una specie di leggenda degli Oceani. Joseph Wiggins. L’uomo che si era convinto che lo Yenisei era l’unico modo per restituire la Siberia al mondo. L’uomo che con i suoi viaggi nei mari del Nord aveva contribuito alla realizzazione di un altro sogno folle: la ferrovia Transiberiana. Prima di morire ritirò il Premio Murchison dalle mani del Presidente della Royal Geographical Society. Una sorta di Premio Nobel di chi va per mare.
Ora la ‘sua’ nave, quella che gli aveva dato più gioie e più dolori, e che aveva perso per sempre in quella infinita distesa d’acqua carica di leggende e storia, è risalita a galla come un fantasma. E ha aspettato che la trovassero. Lasciando che la poppa fosse ben visibile. Fiducioso, forse, che un giorno, chissà.

La storia del Tamigi è controversa. Wiggins si era intestardito. Voleva risalire lo Yenisei e ci aveva provato già una volta. Senza successo. Poi nel 1876 partì. Determinato a raggiungere Abakan o una qualsiasi città dell’interno. La spedizione venne fermata dall’inverno terribile e freddissimo. Wiggins lasciò la sua nave sul fiume e tornò in Inghilterra. Poté raggiungerla solo due anni dopo. Quando ormai il Tamigi era scomparso nelle acque gelide dello Yenisei.
Gli uomini di Putin l’hanno cercato per anni, il vascello. E prima di trovarlo anche tirato fuori anche un altro relitto. Quello della goletta Northern Lights, affondata negli stessi anni del Tamigi. Con quattro cadaveri a bordo.
Poi la scoperta più importante. E l’annuncio al mondo. “Abbiamo ritrovato la nave di quel pazzo di Wiggins”.
Le storie di mare sono così. E non fa niente che questa volta protagonista è un fiume meraviglioso. Ci sono sempre gli abissi, i viaggi avventurosi, e i sogni.

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