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Bartleboom di Baricco è esistito davvero

Si chiamava George Parker Bidder e scriveva messaggi. In una bottiglia.

di Sonia T. Carobi 6 agosto 2016

“Posa la penna, piega il foglio, lo infila in una busta. Si alza, prende dal suo baule una scatola di mogano, solleva il coperchio, ci lascia cadere dentro la lettera, aperta e senza indirizzo. Nella scatola ci sono centinaia di buste uguali. Aperte e senza indirizzo. Ha 38 anni, Bartleboom. Lui pensa che da qualche parte, nel mondo, incontrerà un giorno una donna che, da sempre, è la sua donna. Ogni tanto si rammarica che il destino si ostini a farlo attendere con tanta indelicata tenacia, ma col tempo ha imparato a considerare la cosa con grande serenità. Quasi ogni giorno, ormai da anni, prende la penna in mano e le scrive. Non ha nomi e non ha indirizzi da mettere sulle buste: ma ha una vita da raccontare. E a chi, se non a lei? Lui pensa che quando si incontreranno sarà bello posarle sul grembo una scatola di mogano piena di lettere e dirle Ti aspettavo”.

Ve lo ricordate Bartleboom, il buffo e tenero personaggio di Alessandro Baricco che in Oceano Mare scrive lettere d’amore ad una donna che verrà? Beh, è esistito davvero.
Si chiamava George Parker Bidder, viveva a Londra un secolo e mezzo fa, e scriveva lettere che però non conservava in una scatola di mogano ma infilava in un bottiglia, affidandole al mare.
Ne scrisse 1020, ma una, e una sola, è stata ritrovata su una spiaggia qualche mese fa.
La storia di quella bottiglia e del messaggio che custodiva è come leggere Oceano Mare e ritrovarsi improvvisamente nella locanda Almayer.

Marianne
Nell’aprile scorso Marianne Winkler, un’impiegata delle poste in pensione, passeggia sulla spiaggia di Amrum Island, una delle Isole Frisone sulla costa tedesca del Mare del Nord, e si accorge che dalla sabbia spunta il collo di una strana bottiglia. E’ intatta, ha ancora il tappo, ma oltre il vetro non c’è acqua o vino, ma un curioso foglietto. Arrotolato, come fosse una pergamena. Come fosse un romanzo di Stevenson.
La donna rompe la bottiglia e legge il messaggio. “Se ha trovato questa bottiglia, se ha letto questo messaggio, la prego di restituire la pergamena a George Parker Bidder, Plymouth, Contea del Devon, Inghilterra. La ricompenserò con uno scellino”.
Già, eccolo qui. Il Bartleboom che scrive nella speranza che un giorno qualcuno avrebbe ritrovato una delle sue bottiglie e si sarebbe fatto vivo. Come una donna. Quella che Ismael Adelante Ismael prof. Bartleboom ha atteso per una vita intera.

George Parker Bidder era uno zoologo, un biologo marino.
Aveva studiato a Brighton, aveva amato il Verne di Ventimila leghe sotto i mari e lo Stevenson dell’Isola del Tesoro, poi aveva deciso, proprio come Bartleboom che doveva ‘fare delle ricerche’ un po’ strampalate’. Non cercava la fine del mare, Bidder. Tra il 1904 e il 1906 aveva lanciato nell’Oceano più di mille bottiglie e si era reso conto che quelle che affondavano riaffioravano sulle spiagge britanniche. Mentre quelle che galleggiavano si dirigevano verso il continente.
Studiava le correnti, Bidder. E per veder confermati i suoi studi affidava al mare messaggi in una bottiglia.

Marianne spedì realmente la pergamena al suo legittimo proprietario. Lanciando nello sconcerto quelli della Marine Biological Association di Plymout, che si videro recapitare una lettera indirizzata all’ex presidente del loro istituto, morto più di un secolo prima.
Oggi il Guinness dei Primati ha annunciato che il messaggio di George Parker Bidder è il più vecchio messaggio in una bottiglia mai ritrovato. 108 anni e 138 giorni di viaggio solo per dire a qualcuno: “Ti aspettavo”.

 

 

2 pensieri su “Bartleboom di Baricco è esistito davvero”

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